Enzo Bianchi, monaco, scrittore

“Come percorrere i cammini dell’incontro, della relazione con gli stranieri? […] Dialogare non è annullare le differenze e accettare le convergenze, ma è far vivere le differenze allo stesso titolo delle convergenze: il dialogo non ha come fine il consenso ma un reciproco progresso, un avanzare insieme. Così nel dialogo avviene la contaminazione dei confini, avvengono le traversate nei territori sconosciuti, si aprono strade inesplorate.”  (L’altro siamo noi)


Enzo Bianchi è nato a Castel Boglione Asti
il 3 marzo 1943

È monaco, scrittore, fondatore e priore, fino al gennaio 2017, della Comunità Monastica di Bose, formata da monaci di entrambi i sessi, provenienti da chiese cristiane diverse. Laureato in Economia e Commercio, nel 2000 l’Università degli Studi di Torino gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze Politiche e nel 2016 anche l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo gli ha conferito la laurea honoris causa.
La comunità monastica si sostiene unicamente con i proventi delle sue attività: tutti i membri della comunità lavorano, guadagnandosi da vivere con le proprie mani come tutti gli altri uomini e sull’esempio degli Apostoli e dei Padri. Il lavoro, oggi come all’inizio, viene svolto con serietà e scrupolo professionale, sia in comunità, sia all’esterno, nella vicina città di Ivrea (scuola e ospedale).
Enzo Bianchi ha dedicato la sua vita all’incontro. Nella sua infanzia ha vissuto sia lo stento e la sofferenza che la gioia del ricevere doni quali la fiducia, l’amorevole attenzione, la cura: un arcobaleno di esperienze nel caldo calore del cuore che lo ha condotto a ricercare l’umanità in ogni uomo.
Sostenuto dalla fedeltà all’esperienza vivente del cristianesimo nella vita quotidiana attraverso l’obbedienza, la castità e la povertà, si è dedicato allo studio meditativo dell’Antico e del Nuovo Testamento e degli scritti dei Padri della Chiesa, trasformandolo in impulso etico donato al mondo della cultura, laica e religiosa, per cui l’obbedienza, che è anche sottomissione al tempo e al luogo in cui si è, diviene libera lettura del volere divino con responsabilità, la volontà di dominio che si cela dietro la sensualità si trasforma in pura castità, la povertà si manifesta come sentimento ed effettivo riconoscimento dell’uguaglianza tra gli uomini: libertà, fraternità ed uguaglianza.

Testo consigliato: L’altro siamo noi (Ed. Giulio Einaudi, 2010)

a cura di Virginia Teresa Tecchio