Ernesto Guevara de la Serna

Ernesto Guevara de la Serna è nato il 14 giugno del 1928 a Rosario de la Fè in Argentina da una famiglia benestante, colta e con idee liberali molto avanzate rispetto i tempi. All’età di circa tre anni gli viene diagnosticato l’asma che lo tormenterà per tutta la vita e che porterà la famiglia a traslocare più volte alla ricerca di un clima adatto alla sua malattia, ma che non gli impedirà di cimentarsi in qualunque tipo di sport con grande passione, come il rugby, che scoprirà al liceo e che sarà un suo grande amore.

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Nonostante le buone condizioni economiche della famiglia, Ernesto frequenta scuole pubbliche dove fa amicizia con bambini delle classi sociali più svantaggiate; trasforma la sua casa nella “casa del pueblo”, con il nulla osta della madre ospita a mangiare e dormire amici e compagni più poveri.

Dopo essere stato al capezzale della nonna paterna per ben 17 giorni, decide di iscriversi a medicina e nel frattempo viaggia a lungo in centro e sud America alla scoperta delle civiltà precolombiane. È proprio durante questi viaggi, vivendo ed osservando la povertà e le ingiustizie sociali, che si fa via via più forte il suo spirito rivoluzionario, che lo porta a decidere che l’unica soluzione per i popoli oppressi sia la rivolta armata. Dopo essersi laureato in medicina, a 25 anni,parte nuovamente: a Città del Messico conosce il capo dei rivoluzionari cubani, Fidel Castro. Si unisce al suo gruppo di combattenti nella lotta contro la dittatura di Batista e dopo violenti scontri a fuoco, il 1° gennaio del 1959 il dittatore si arrende e sale al potere Fidel Castro.

Per due anni Ernesto rivestirà la carica di presidente della Banca Nazionale Cubana, poi di Ministro dell’Industria, inoltre grazie alla sua grande capacità di oratore e alla sua eccellente cultura viene inviato per il mondo come ambasciatore e lavorerà per lo sviluppo dell’industria cubana e per la ridistribuzione delle terre rubate nel periodo della dittatura. La sua politica è fortemente avversa a quella capitalista degli Stati Uniti, i quali imporrano l’embargo a tutte le merci destinate a Cuba, mettendo la nazione economicamente in grosse difficoltà e costringendo i governatori ad imporre lunghi periodi di razionamento del cibo.

Nel 1965 decide di lasciare Cuba per seguire il suo spirito rivoluzionario e la sua aspirazione di portare giustizia sociale nel mondo, i ruoli di potere non gli interessano. A Cuba si perderanno le sue tracce. Partecipa alla rivoluzione congolese senza successo; l’anno dopo ritorna a Cuba segretamente e poco dopo si aggrega ad un altro gruppo di rivoluzionari, questa volta in Bolivia. Qui il popolo non è come quello cubano, ci sono molte spie e doppiogiochisti, tanto che l’esercito americano scopre che il Che è vivo e combattente in Bolivia, riescono a ferirlo e catturarlo. Viene portato al villaggio di La Higuera e qui, dopo 18 ore di agonia, arriva l’ordine di ucciderlo. Il 9 ottobre del 1967 il comandante Ernesto Guevara de la Serna viene giustiziato con due raffiche di arma da fuoco.

Libri consigliati:
Le battaglie non si perdono, si vincono sempre (Jean Cormier)
Senza perdere la tenerezza (Paco Ignacio Taibo II)
Ernesto Che Guevara il liberatore dei popoli (rivista)

a cura di Marika Omobono