I sei esercizi di Steiner

Ho scelto questo argomento perché con lo studio di Teosofia, in particolare del capitolo “Il sentiero della conoscenza”, ho capito che per progredire nel cammino della vita per un’evoluzione spirituale, per essere l’immagine migliore di me stessa, per essere strumento di Bene e non in balia di ciò che accade, è necessaria un’educazione dell’anima che trasformi abitudini e comportamenti acquisiti.

I sei esercizi sono stati tratti da alcune opere di Steiner, come Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive, Indicazioni per una scuola esoterica e La scienza occulta nelle sue linee generali.

Egli scrive che sono necessari per poter progredire sul cammino spirituale assieme al lavoro di meditazione del pensare, che sviluppato da solo può portare al rischio di confondersi, laddove il pensare alle cose del mondo fisico pone di per sé limiti e correzioni date dalla natura concreta dell’oggetto stesso, mentre il pensare rivolto al mondo animico-spirituale non ha questi limiti fisici a contenerlo e necessita di una saldezza interiore da allenare.

La cosa fondamentale però credo sia questa: chi decide di praticare questi esercizi?

È l’Io, che può così diventare sovrano sull’anima e dirigere pensieri, volontà e sentimenti dove ritiene siano il Bene e il Vero; in questa scelta c’è una grande volontà individuale che esprime pienamente la libertà che ognuno ha di autoeducarsi e trasformarsi.

Eccoli:

1° ESERCIZIO: CONTROLLO DEI PENSIERI

Scopo: acquisire un pensare perfettamente chiaro, imporre calma al corso spontaneo e confuso dei pensieri, diventare padroni del proprio mondo di pensiero, esercitare il pensare all’obiettività, esercitare il pensare obbiettivamente per virtù di forza interiore. Dominare il pensare.

2° ESERCIZIO: INIZIATIVA NELL’AZIONE

Scopo: stimolare la capacità di agire a partire da sé stessi, non sempre sospinti da necessità esterne o determinate dalla vita del mondo fisico; diventare padroni coscienti della propria volontà. Questo esercizio aiuta anche a diventare più coscienti di tutti gli atti della giornata, facendo diventare anche gli atti necessari decisi nei modi e nei tempi dalla propria volontà, trasformandoli così in atti liberi.

3° ESERCIZIO: EQUANIMITÀ o essere superiori al piacere e dispiacere

Scopo: educare l’anima all’equilibrio delle oscillazioni tra piacere e sofferenza, sapersi dominare, non farsi trasportare dalle emozioni senza per questo divenire aridi, anzi sviluppando qualità dell’anima purificate e partecipando alla gioia e ai dolori del mondo in modo non egoistico, senza perdersi più nelle emozioni. Sviluppare calma nell’anima: una cosa piacevole deve rallegrare e una spiacevole deve essere penosa, ma si tratta di educare l’espressione della gioia e del dolore.

4° ESERCIZIO: POSITIVITÀ o assenza di pregiudizi

Scopo: imparare ad astenersi dalla critica, ad osservare non secondo simpatie e antipatie personali che precludono una visione vera del mondo, imparare a guardare con interesse e amore verso lo sconosciuto per conoscere veramente e, grazie a questo atteggiamento, essere di aiuto per l’altro. Si potrà quindi scoprire che anche dietro qualcosa di brutto vi è del bello nascosto, o che nella maschera di un pazzo si cela l’anima divina; si potrà percepire il bene di tutte le cose. L’orrore e il male non devono mai impedire all’anima di vedere il buono, il bello ed il vero. Questo esercizio educa il pensare con il sentire.

5° ESERCIZIO: ASSENZA DI PREGIUDIZI O FEDE O FIDUCIA

Scopo: non basare il proprio giudizio sul passato, sul già visto e già sentito, per imparare a guardare con atteggiamento fiducioso ogni nuova esperienza, osservando anche come ogni pregiudizio che cresce in noi blocchi nuove esperienze; si può soprattutto imparare qualcosa di nuovo da ogni cosa e da ogni essere.Serve anche per essere sempre mobili, capaci di accogliere le novità, creare nel cuore un angolo in cui lasciamo spazio alla possibilità che esistano altre verità. Questo non significa diventare acritici, perché si ha poi sempre la possibilità di verificare; permette invece una predisposizione ad accogliere sempre nuove esperienze. Questo esercizio educa il pensare con il volere.

6° ESERCIZIO: EQUILIBRIO INTERIORE

Scopo: armonizzare le cinque qualità dell’anima acquisite con gli esercizi, padroneggiandole sempre di più per creare un equilibrio con ciò che di volta in volta è necessario.L’equilibrio può essere ottenuto quando il rapporto tra il mondo interiore dell’anima e il mondo esteriore sono in una risonanza armonica; sopraggiunge quando l’anima sceglie, tra tutte le sue capacità, la reazione che è in accordo con le leggi del mondo spirituale.Come conseguenza si potrà notare come scontentezza e insofferenza verso il mondo spariscano del tutto, lasciando il posto ad una condizione conciliante verso tutte le esperienze. Si schiude all’anima una calma comprensione di cose che prima le erano del tutto celate.

 A cura di Elisa Tirelli