Jane Austen, scrittrice

Frasi caratterizzanti tratte dalla corrispondenza epistolare con la sorella Cassandra e dalle nipoti Anna e Fanny:
Devo rimanere fedele al mio stile e proseguire a modo mio per la mia strada.
Le donne nubili hanno una spaventosa tendenza a essere povere.
Niente donne perfette, per favore: come sai, mi danno i voltastomaco.


Steventon 16 dicembre 1775 – Winchester 18 luglio 1817

Jane Austen è stata una scrittrice di romanzi vissuta durante l’epoca vittoriana, in cui molte signorine dell’alta borghesia, di cui Jane faceva parte, amavano dilettarsi con la scrittura. Jane nacque a Steventon, crebbe e visse nel Sud dell’Inghilterra in un ambiente in cui la tranquillità, la natura e le relazioni umane intessero la sua vita e le sue opere.
Jane fu la penultima di 8 fratelli, solo lei e l’amata sorella Cassandra erano femmine. Dall’amatissimo padre George, reverendo nella canonica di Steventon (Hampshire) e grande studioso ed amante di libri, ricevette una buona educazione scolare. Crebbe in un ambiente culturalmente vivace, in seno ad una famiglia amorevole, indulgente in cui regnava un clima di affetto, stima ed unione. La sua vena artistica di scrittrice si espresse già in tenera età (11 anni iniziò a scrivere la raccolta di scritti che in seguito verrà intitolataJuvenilia) e venne poi riconosciuta in famiglia ed incoraggiata dal padre stesso. Jane fu legatissima alla sorella Cassandra (1773), con cui divise e trascorse tutta la sua vita e con cui si scambiò una fitta corrispondenza epistolare, di cui ne sono giunti a noi solo pochi stralci.
I luoghi più prolifici per la sua vena letteraria furono Steventon e Chawton. Nei suoi libriscrisse solo di ciò che conosceva bene, ovvero narrava quadri di vita dell’alta borghesia, di salotti, di feste e di danze, di visite da amici e conoscenti, così come erano anche presenti aspetti di vita domestica, inserendo delle notazioni di carattere economico. I suoi dialoghi erano vivaci, con poche pennellate sapeva tratteggiare i tratti essenziali dei vari personaggi, nei suoi scritti vi era attenzione ai particolari, vena ironica, mancanza di giudizio nel descrivere i personaggi. Vi si mostrava una vivacità intellettuale dell’autrice e per certi versi un’audacia, una sicurezza unici per quell’epoca. I personaggi femminili erano eroine moderne che seppero sviluppare l’amor proprio. Jane, negli ultimi suoi romanzi, introdusse nei suoi dialoghi lo stile letterario, che svilupperà in seguito Joyce, conosciuto come “flusso di coscienza”. Jane dimostrò sempre di voler essere libera ed indipendente: libera di scrivere quel che voleva e di decidere consapevolmente di maritarsi o no e di potersi sostentare con il lavoro di scrittrice. La sua notorietà artistica l’acquisì sul finire della sua vita, nel momento in cui vennero pubblicati i suoi romanzi (1811), ma la fama dei suoi libri è per lo più postuma, così come le biografie in circolazione (la prima fu redatta dal nipote James Edward Austen-Leigh nel 1871). Morì a soli 42 anni a Winchester di una malattia ignota.

Romanzi consigliati:
Ragione e sentimento (1811)
Orgoglio e pregiudizio (1815 – considerato “suo figlio”)
Emma (1815)

a cura di Elena Sembenini