Scrivere la libertà

Scrivo la ricerca della mia libertà.

Scrivo chi sono.

E qui vi è gioia e meraviglia.

Come metto insieme tutto questo che è scrivere, il bello e l’entusiasmo del gesto creativo e la libertà?

Da piccola scrivevo nella forma, nel corpo; si modellava il mio stile attraverso la calligrafia, il carattere con il carattere: scrivendo conoscevo il mondo, le altre anime, crescevo tra queste. Le lettere avevano una loro propria qualità che ritrovavo nel come si creavano sul foglio, non erano simboli che davano senso ad altro, il loro unico significato per me era nel segno visibile che vedevo scritto e che portava il carattere di chi le produceva sulla carta.

Lentamente questo gesto che saliva dall’inchiostro si fermava sempre di più nel petto per ascoltare ciò che avveniva, qualcosa di nuovo e strano eppure affascinante, intrigante, ma sentivo difficile riportare ciò che provavo. Vennero in soccorso altri scrittori con le loro parole e fu come magia: più leggevo, più riuscivo a scrivere, la penna tornava a fluire senza più spaventarsi troppo. Questo scambio tra le parole degli altri e le mie fu vera scoperta, feconda ed emozionante, che continuò a lungo.

Da un momento all’altro si infiltrò una diversa consapevolezza, c’era qualcos’altro ancora che arrivava all’inchiostro: erano la complessa meravigliosa vita del mondo dei pensieri, delle riflessioni, delle osservazioni, che si intrecciavano a quel segno colorato del cuore che si sentiva al suo cospetto, piccolo piccolo. Anche qui trovai aiuto in altri pensatori: più conoscevo la filosofia, la storia, la letteratura, più riuscivo a raccogliere ricchezza. Ammiravo ora la logica e la consequenzialità ordinata di questo flusso. Il riuscire a mettere nero su bianco tutto questo era la capacità che sentivo ancor più miracolosa: poter dare visibile concretezza a questi abissi densi e cristallini insieme, significava per me mettere in ordine tutto questo, dare uno svolgimento temporale, una consequenzialità nitida, giungere quasi ad assaggiare la verità.

Mi crogiolavo nel cercare di esprimermi con la maggior chiarezza possibile, che queste parole fossero vere e fidate rappresentazioni di ciò che vedevo: sfogliavo i sinonimi in cerca di un’esattezza quasi maniacale e questo mi piaceva, mi dava grande soddisfazione, come quando da più piccola il gesto scritto  aveva la sua più vera bellezza nella forma e nel colore e ne cercavo la più fedele riproduzione.

Ci sono stati poi momenti nella mia vita da adulta, in cui mi sono dimenticata di scrivere, c’era forse la ricerca di altre strade per esprimermi e trovarmi.

Ho rivisto le parole che scorrevano tra le mie dita solo grazie ai miei viaggi; proprio questa meravigliosa ricchezza che incontravo nel mondo, mi permise di fare un passo ancora nuovo: rileggendo questi scritti, potevo vivere e rivivere senza sosta uno stato di salute fisico e un benessere dell’anima che non aveva pari, una pace leggera con me stessa, una curiosa attenzione dentro e fuori di me che non ritrovavo in nessun’altra esperienza; in ultimo mi sentivo libera e presente, in armonia con me, nel mondo.

Era la qualità del mio essere che ho sempre cercato da quando ho potuto avere coscienza di questo, e in quei momenti la potevo vivere in ogni fibra del mio corpo e della mia anima, ero felice, un equilibrio mai fermo, alla ricerca di nutrimento costante, ma al contempo in armonia e presente al momento. La mia individualità, che vivevo come segno originale, solo mio e la sentivo però come diversità per il resto del mondo, come qualcosa di sbagliato, di dissonante, aveva il suo coraggio forte e vibrante quando tornavo da questi viaggi.

Oggi scopro un nuovo aiuto nell’esercizio interiore: cerco la direzione che sento vera per me.

Ma che cosa è esattamente? Che cos’è questa presenza cosciente, felice ed impegnata allo stesso tempo? Forse devo chiedermi, che cosa fa? Sceglie.

Ma allora è come sceglie che permette la differenza e rende vera la ricerca per me: sceglie nella libertà e nell’amore. Così sento ora.

Quando percepivo questa qualità di me in armonia con il presente, ero libera di scegliere, meglio, sceglievo come in modo libero e con il cuore. Avevo il coraggio di essere come sentivo giusto per me essere nel mondo. Ora questo avviene più consapevolmente, nel senso che vi è una direzione, un motivo, una volontà.

Ora scrivere lo vivo come alimento creativo per questo gesto quotidiano: scrivo per me, per la mia ricerca, scrivo perchè ciò che creo sia bello e vero, scrivo la ricerca della mia libertà.

A cura di Camilla Sirtori