"Divenire un io completo è un’arte: si può e si è ciò che si vuole. Si è più o meno io nella misura in cui si vuole" Novalis
Giugno 21 @ 8:00 – 17:00
Biografia e malattia, a cura di Maria Luisa Di Summa
Sia il medico che lo psicoterapeuta si trovano, nel loro lavoro, ad incontrare il tema della biografia e al compito di inserire in modo funzionale nel percorso terapeutico quanto in essa emerge di più rilevante e significativo.
Questo modo non può essere lo stesso per il medico e lo psicoterapeuta ed ancora diverso è per il counselor che si occupa esclusivamente di biografia. Rivolto all’essere umano prima ancora che all’individuo malato o alla ricerca di una maggiore consapevolezza, il lavoro biografico non può esistere al di fuori di un recinto sacro, e questo a sua volta non può essere in alcun modo imposto o artificiosamente costruito. Esso può nascere solo dal vissuto personale delle due individualità che si incontrano in questo lavoro e soprattutto dalla loro relazione, che è terapeutica, pur non appartenendo in modo specifico all’area sanitaria.
Il lavoro biografico deve aprire uno sguardo nuovo sull’essenza della biografia umana, sui suoi aspetti più profondi e insieme più altri aspetti che possono andare anche oltre la realtà esteriore e i confini temporali.
Si apre così la possibilità di aprire un orizzonte più vasto al grande e difficile tema della malattia in relazione alla biografia. Proprio questo tema richiede di stare saldamente in quel recinto sacro che abbiamo
delineato, che deve essere sgombro di ogni illusione e di ogni moralismo, oltre a non consentire nessuna intrusione intellettualistica.
Nel Vangelo di Giovanni (Giov. 9) troviamo la nota domanda fatta dagli apostoli al Cristo, dinanzi al cieco nato: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori?“ La risposta del Cristo segna une delle tante uscite dagli aut- aut, che il Cristo inaugura, aprendo sempre la strada ad una “terza via.”
Così il lavoro biografico può diventare “una terza via”, che aggiunge qualcosa al lavoro del medico e dello psicoterapeuta, sia nel momento in cui si accosta alla malattia, sia quando si trova semplicemente dinanzi al mistero presente in ogni essere umano.
Maria Luisa Di Summa è nata a Roma, dove esercita la professione di medico e psicoterapeuta.
Si occupa di etica medica e medicine integrative ed è presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica (SIMA). È membro della commissione per le medicine non convenzionali dell’Ordine dei Medici di Roma e della regione Lazio. Si è occupata a lungo della gestione di associazioni culturali in ambito antroposofico e ha lavorato, come medico responsabile del metodo, a Casa Loic, struttura di socioterapia per disabili, nei pressi di Roma. Collabora attualmente, in corsi di formazione e seminari, nell’ambito della medicina, della pedagogia clinica e curativa e della psicoterapia. È membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di analisi reichiana e del Comitato di redazione della rivista online Psicoterapia Analitica Reichiana. Ha pubblicato per Castelvecchi, con il collettivo Eumenidi, “Domande che curano”, ed è stata coautrice, del libro “ Come sarà il tuo bambino?” ed. Alpes.