Lo studio dell’Antroposofia
Lo studio dell’Antroposofia
nel corso di Counselor in biografia.
La sua importanza e i motivi
che lo caratterizzano
Parto dalla domanda “perché nel corso di formazione per counselor in biografia sulla base
dell’Antroposofia ci sono molte ore dedicate allo studio dei testi fondamentali di Rudolf Steiner?”.
Una prima risposta e forse la più immediata è che il corso è basato sull’Antroposofia per cui, per
chi inizia il corso e già conosce l’Antroposofia, può essere un’occasione per approfondire questi
testi basilari, per chi ancora non conosce l’Antroposofia, può essere una possibilità di creare le
basi per comprendere ciò che Rudolf Steiner ha voluto portare all’umanità all’inizio del XX secolo.
A questo, però, si aggiunge il fatto che il counselor in biografia lavora con “l’essere umano in
divenire” e cerca di avvicinarsi al mistero del suo Io più profondo e di scorgerne le tracce nello
scorrere della sua biografia.
Per fare questo è necessario che conosca la costituzione umana, le leggi che governano il divenire umano nel corso del tempo, da dove viene l’essere umano e quale sia il suo legame con il divenire della terra e del cosmo. A questo si aggiunge il necessario sviluppo interiore del counselor e la continua capacità di autoeducazione.

A questo fine nel primo anno si studia il libro di Rudolf Steiner, Teosofia, che ci porta incontro la conoscenza degli arti costitutivi dell’uomo e l’appartenenza dell’uomo al mondo fisico, al mondo animico e al mondo spirituale.
Nel secondo anno si studia il libro di Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali, che ci permette di conoscere la lunga storia evolutiva dell’essere umano e come essa sia strettamente legata all’evoluzione della terra con tutti i suoi esseri e al cosmo.
Ci permette di conoscere la porta della nascita e quella della morte e il cammino dell’uomo dopo la morte.
Nel terzo anno si studia il libro di Rudolf Steiner, Filosofia della libertà, che ci chiede di imparare a sviluppare un pensiero autonomo, libero dai pregiudizi e da condizionamenti esterni.
Solo un pensiero autonomo ci permetterà una conoscenza oggettiva e profonda della realtà, ci permetterà di sviluppare la nostra libertà e un agire basato sull’amore per l’azione stessa.
Questi 3 pilastri, certezza del conoscere, ambito della nostra libertà e azione morale, ci permetteranno di incontrare l’altro, lasciandolo libero nelle sue azioni perché come dice Rudolf Steiner,

Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi
Infine, nel quarto anno si studia o sarebbe meglio dire si pratica il libro di Ridolf Steiner, Iniziazione, che già viene introdotto dal primo anno e permette al counselor di coltivare sempre la propria autoeducazione.
Aspetto fondamentale è anche il modo in cui viene portato lo studio: non viene portato in modo
astratto come mero esercizio intellettuale ma in modo vivente.
Lo studio viene continuamente collegato alla vita e sperimentato attraverso esercizi pratici.
Il corsista non è mai parte passiva ma viene sempre invitato a rendersi parte attiva, in questo modo lo studio diventa parte della propria vita.

Personalmente ho sperimentato che lo studio, praticato in questo modo, diventa esercizio che
trasforma se stessi e il proprio rapporto con l’altro, con il mondo e con tutto il creato.
Il pensiero diventa mobile, aperto e autonomo, capace di liberarsi dagli automatismi sviluppati nel tempo.
Si sviluppa conoscenza di sé stessi, senso di responsabilità ma anche umiltà per ciò che ancora è
necessario sviluppare.
