Malattia e biografia
a cura della dottoressa Maria Luisa Di Summa
Sia il medico che lo psicoterapeuta si trovano, nel loro lavoro, ad incontrare il tema della biografia e al compito di inserire in modo funzionale nel percorso terapeutico quanto in essa emerge di più rilevante e significativo.
Questo modo non può essere lo stesso per il medico e lo psicoterapeuta ed ancora diverso è per il counselor che si occupa esclusivamente di biografia.
Rivolto all’essere umano prima ancora che all’individuo malato o alla ricerca di una maggiore consapevolezza, il lavoro biografico non può esistere al di fuori di un recinto sacro, e questo a sua volta non può essere in alcun modo imposto o artificiosamente costruito. Esso può nascere solo dal vissuto personale delle due individualità che si incontrano in questo lavoro e soprattutto dalla loro relazione, che è terapeutica, pur non appartenendo in modo specifico all’area sanitaria.
Il lavoro biografico deve aprire uno sguardo nuovo sull’essenza della biografia umana, sui suoi aspetti più profondi e insieme più alti, aspetti che possono andare anche oltre la realtà esteriore e i confini temporali.
Si apre così la possibilità di aprire un orizzonte più vasto al grande e difficile tema della malattia in relazione alla biografia.
Proprio questo tema richiede di stare saldamente in quel recinto sacro che abbiamo delineato, che deve essere sgombro di ogni illusione e di ogni moralismo, oltre a non consentire nessuna intrusione intellettualistica.
Nel Vangelo di Giovanni (Giov. 9) troviamo la nota domanda fatta dagli apostoli al Cristo, dinanzi al cieco nato: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori? “
La risposta del Cristo segna une delle tante uscite dagli aut- aut, che il Cristo inaugura, aprendo sempre la strada ad una “terza via.”
Così il lavoro biografico può diventare “una terza via”, che aggiunge qualcosa al lavoro del medico e dello psicoterapeuta, sia nel momento in cui si accosta alla malattia, sia quando si trova semplicemente dinanzi al mistero presente in ogni essere umano.

